Progettare stanca
Tuesday, September 18th, 2007
Negli ultimi anni, da quando ho finito il dottorato, ho scritto (da sola o con altri) diversi progetti di ricerca per il sostentamento mio e del gruppo di cui faccio parte. Scrivere progetti mi piace, ed è un momento importante dell’attività di ricerca (umanistica) anche in quanto aiuta a costruire percorsi di studio, singoli e collettivi. Ma è soprattutto una necessità, visto che è uno dei modi principali in cui viene finanziata la ricerca dei giovani in Italia.
Alcuni dei progetti che ho scritto sono stati finanziati, altri no. Facendo un calcolo breve, dal 2003 ho collaborato alla stesura di almeno 7 progetti. Di questi, 4 sono andati a buon fine, ma purtroppo non posso documentare tale attività, perché i “progetti di ricerca” non possono essere inseriti tra i titoli: anche quando vengono finanziati, se non sono presentati da singoli e nominali, l’autore non compare; inoltre, non vengono archiviati (e così conservati, discussi e valutati) pubblicamente, a maggior ragione non lo sono se vengono respinti.
Credo tuttavia che il delicato statuto dei progetti di ricerca, e in particolare la mancanza di pubblicità a cui sono sottoposti, sia oggi un grosso limite per la ricerca. Perché? Faccio un esempio: lo scorso agosto ho ricevuto la valutazione di un progetto ERC Starting Grant che è stato respinto. Avrei voluto rispondere pubblicamente ai referee anonimi in un post dedicato su questo blog, ma per costruire una risposta sarebbe stato necessario discutere il mio progetto, esponendolo per prima cosa alla lettura del pubblico, e non posso farlo perché i progetti di ricerca non sono pubblicazioni: chi li scrive non deve depositarli in nessun archivio, né può consultare quelli altrui. Se pubblicassi il mio progetto su questo blog, mi esporrei alla cannibalizzazione del sudato testo senza poter vedere dove va a finire - motivo per cui resterà nel mio hard disk. Tuttavia, quella idea e le molte altre che vengono esposte, argomentate, sviluppate nei progetti scritti dai ricercatori ogni anno, non potranno essere usate da nessun altro: un vero spreco, viste le risorse che le università e i centri di ricerca pubblici investono nella loro stesura.