Searchlores

Usando la rete per fare ricerca, sono sempre più convinta di trovarmi in una posizione avvantaggiata rispetto a molti miei colleghi, anche giovani. Sul web infatti si trova molto più di quanto non possa essere contenuto nelle biblioteche, pur fornitissime, della mia città. Ed è il web che contiene la maggiorparte della mia biblioteca di lavoro.

Per trovare l’informazione che mi è utile, una buona strategia è usare strumenti bibliografici collaborativi come citeulike e connotea, o zotero, e anche l’ottimo sistema offerto da del.ici.ous. In pratica sono facilissimi da usare, e consentono (ad eccezione di Zotero) di condividere le proprie biblio-linkografie sul web.

Un’altra strategia fondamentale è imparare a usare i motori di ricerca: a) usarli con pazienza e con funzioni avanzate; b) usarne molti e diversi. Quali, come e perché ce lo spiega Searchlores, l’incredibile sito dell’hacker finlandese Fravia.
WWW
A causa delle sue proprietà topologiche, il web non è tutto navigabile (vedi l’immagine accanto) . Per una spiegazione scientifica ma non troppo tecnica del perché, un bel libro da leggere è Link. La nuova scienza delle reti di Albert-Lazlo Barabasi, edito da Einaudi (purtroppo non è open access, ma il visual companion è disponibile sul web)

Tuttavia, possiamo esplorarne zone inedite e trovarvi piste di ricerca originali. Sarà probabilmente questa una delle caratteristiche dei ricercatori del futuro, non più e non solo “topi di biblioteca”, ma anche e soprattutto “ragni della rete”.

5 Responses to “Searchlores”

  1. edernet » Blog Archive » edernet journal Says:

    […] edernet il blog-rivista di francesca di donato « Searchlores […]

  2. Alessio Says:

    Stavo facendo lo stesso pensiero, mentre ero alla ricerca di vecchie info su Fravia utilizzando Google immagini invece del solito web search. Mi sono stupito di come sia riuscito a trovare le informazioni testuali, che cercavo, usando un mezzo nato per la ricerca delle immagini. Credo tu abbia ragione, il futuro saranno gli spiders della rete. Chissà sarà la professione del futuro?

  3. edernet » Blog Archive » La natura del libro (2) Says:

    […] semplificare, e in parte trasformare, molte attività che l’umanista svolge nel suo lavoro. Di alcune ho già parlato, di altre in futuri post, […]

  4. “Io sono originale” « Minima Academica Says:

    […] dice cose che non si trovano da nessun’altra parte - per lo più perché, semplicemente, non siamo capaci di trovarle -; una pagina web si frequenta perché costruisce e motiva molti percorsi di ricerca. Perciò, chi […]

  5. edernet » Blog Archive » Umanisti e scienziati Says:

    […] media telematici. Uno studente, in particolare, mi ha posto una questione che avevo appena sfiorato in un post precedente, e che forse vale la pena […]

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